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Località: Milano

Case gi├╣ del 16,2% dall'inizio della crisi
Confindustria, le previsioni: meno 7% entro il 2013 e i tempi
medi di vendita si sono allungati a 8,2 mesi


(Proto)
ROMA - Con la crisi i prezzi delle case sono scesi gi├á di oltre il 10%, ma restano ancora alti e dovranno calare nei prossimi mesi. A dirlo ├Ę il Centro studi della Confindustria, che ha diffuso uno studio sull'evoluzione del mercato immobiliare negli ultimi quattro anni e ne ha tracciato le previsioni. Secondo gli economisti della Confederazione di viale dell'Astronomia esiste dunque un residuo di ┬źbolla immobiliare┬╗ che deve sgonfiarsi. I prezzi delle case dovrebbero cio├Ę diminuire nel prossimo anno del 7% per riequilibrare il rapporto con la capacit├á di spesa delle famiglie, misurata sul reddito disponibile. Un rapporto questo su cui si misura la sostenibilit├á nel lungo periodo delle quotazioni immobiliari.
CONFINDUSTRIA - La discesa dei costi dell'acquisto delle case potrebbe per├▓, avverte la Confindustria, essere pi├╣ consistente del 7% e prolungata visto che la recessione economica, e quindi con essa il rischio di perdere il posto di lavoro e pi├╣ in generale la compressione dei redditi, si prospetta pi├╣ lunga e significativa. Lo scenario ├Ę quindi negativo, in linea con quanto la crisi va producendo. Dal 2008 al 2012 le quotazioni degli immobili in Italia sono scese, complessivamente, del 10,4% in termini nominali e del 16,2% in termini reali, cio├Ę al netto dell'inflazione, pari rispettivamente ad un calo annuo del 2,7% e del 4,3%.

COMPRAVENDITE - La tendenza ├Ę al peggioramento: le compravendite sono crollate registrando una discesa tendenziale, anno su anno, nel primo trimestre del 2012, pari al 19,6%; si allungano i tempi di vendita (8,2 mesi, uno in pi├╣ di un anno fa) e si allarga la riduzione media rispetto al prezzo inizialmente richiesto (15,4%). La domanda di case ├Ę compressa dalla caduta del reddito disponibile e dall'inasprimento delle condizioni del credito bancario come dimostrano i dati sulla concessione dei mutui (nel secondo trimestre del 2012 gli acquisti finanziati con un mutuo, sono pari al 64,7%, il 7,9% in meno rispetto ad un anno fa, per una quota media del 63% del valore dell'immobile, il 10% in meno).

PREZZI - Tuttavia, nonostante la discesa ininterrotta dal 2008, il rapporto tra prezzi e reddito disponibile procapite, che ├Ę un indicatore della capacit├á di spesa delle famiglie, ├Ę rimasto nettamente superiore, del 9,2% (nel primo trimestre 2012) rispetto alla media di lungo periodo. E questo vuol dire che i prezzi sono ancora alti e che per tornare sui valori d'equilibrio entro la fine del 2013 dovrebbero ulteriormente scendere, come si ├Ę detto, del 7%. L'Italia non ├Ę comunque il solo Paese dell'eurozona a dover completare l'aggiustamento dei prezzi delle abitazioni che in rapporto al reddito disponibile sono ben ancora ben pi├╣ alti in Spagna (25,4% sopra la media di lungo periodo) dove lo scoppio della bolla immobiliare ha gi├á fatto calare le quotazioni repentinamente del 7,3% nella media d'anno, e soprattutto nei Paesi Bassi (36,6%) e in Francia (34,3%).

Stefania Tamburello
Pubblicato il 03/09/2012 | Fonti: Stefania Tamburello - Corriere.it

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